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Alcuni anni fa un quotidiano tedesco fece un esperimento: chiese ad un cittadino iracheno di Francoforte, proprietario di un negozio di alimentari, di mettersi in contatto con il suo attore preferito, Marlon Brandon. L'impresa si rivelò più semplice di quanto si potesse supporre: bastarono meno di sei intermediari per raggiungere l'obiettivo. Infatti il proprietario del negozio aveva un amico in California che, tramite un conoscente, riuscì a contattare la figlia di un produttore cinematografico, collaboratore della star.
Il libro descrive i principi di base della cosiddetta "teoria delle reti", fornendo alcuni esempi sul comportamento e l'iterazione degli elementi costitutivi di un network, sia esso di natura informatica, biologica o sociale. Scrivendo in modo assai scorrevole anche nei passaggi più complessi, l'autore tende a presentare un modello interpretativo valido per qualsiasi ambito scientifico. Pur ritenendo questo aspetto un limite, considero comunque questo libro una lettura assai interessante perché analizza l'importanza delle connessioni e ci aiuta a capire il valore delle interrelazioni fra i nodi della rete (ognuno di noi) nel funzionamento della nostra realtà.

Nexus - Mark Buchanan, 2003 - Arnoldo Mondadori Editore

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Il moderno contesto lavorativo non può più fare affidamento sul direttore d’orchestra come modello di management, con tante persone che giocano lo stesso ruolo e un solo leader in piedi davanti a loro. L’autore usa l’improvvisazione jazz come punto di contatto per delineare i principi sottostanti ad un modello di management che rappresenti la struttura di supporto necessaria a comprendere e coltivare l’improvvisazione e l’innovazione strategica: dal conoscere l’arte del disimparare, per difendersi dal potere seduttivo della routine, al “largo al disordine”, per sviluppare competenze positive e gestire situazioni intricate. Dall’agire e sperimentare e considerare gli errori come fonte di apprendimento, al sostenere l’importanza di un modello organizzativo caratterizzato da una struttura e da un coordinamento essenziali, per consentire di massimizzare la diversità. Dall’improvvisare e stare insieme, al favorire opportunità impreviste e fortunate per incoraggiare scoperte inattese. Dall’importanza dell’alternanza dei ruoli, così come fanno i grandi musicisti jazz, fino al ruolo di stimolo del leader per consentire al gruppo di affrancarsi dalle competenze più tradizionali.
Nella mia modesta esperienza di musicista e di manager, condivido questi principi e consiglio la lettura di questo volume, che fin dal titolo, molto più ispirato nella versione italiana che nell'originale inglese "Yes to the mess", ritengo dia utili spunti di riflessione e confronto per chi è chiamato nella propria attività quotidiana a gestire un team.

Disordine armonico - Frank J. Barrett, 2013 - EGEA



“Leggo per legittima difesa.”
(Woody Allen)